Mahjong

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La prima descrizione scritta del gioco del Mahjong non in lingua cinese apparve nel 1895, in un articolo dell'antropologo statunitense Stewart Culin. Fra il 1895 e il 1910 furono pubblicate altre descrizioni in altre lingue, inclusi francese e giapponese. In occidente, all'inizio del XX secolo, il testo di riferimento più importante in lingua inglese fu Rules of Mah-jongg di Joseph Park Babcock, noto anche come "il libro rosso"; descriveva le regole del gioco con numerose semplificazioni, che in seguito costituirono elementi fondanti del cosiddetto Mahjong americano. Altri libri di regole seguirono quello di Babcock, in generale caratterizzati da numerose imprecisioni (non fanno eccezione neppure quelli pubblicati dalla National Mah Jongg League, l'associazione di Mahjongg ufficiale americana). Fu in pubblicazioni di questo genere che si iniziò a sostenere (falsamente) che il gioco fosse antichissimo, allo scopo di renderlo più affascinante. Affermazioni false dello stesso genere vengono utilizzate, oggi, per il Mahjong in solitario, che è un gioco ancora più recente. Negli anni '20, il gioco sbarcò negli Stati Uniti, con un notevole successo, diventando una sorta di moda. Le tessere furono vendute sotto una serie di diversi trademark, come Pung Chow o Game of Thousand Intelligences ("il gioco delle mille intelligenze"). Vennero persino incise canzoni di successo che parlavano del gioco, per esempio Since Ma is Playing Mah Jong di Eddie Cantor. In quest'epoca nacque il cosiddetto "Mahjongg americano", un gioco principalmente giocato da donne. Nel 1937, dopo numerose revisioni delle regole, venne fondata negli Stati Uniti la "National Mah Jongg League" (NMJL) e fu pubblicato il primo libro sulle regole del Mahjongg americano: Maajh: The American Version of the Ancient Chinese Game. Nonostante l'origine cinese del gioco, il Mahjongg americano viene considerato gioco ebreo; esso veniva infatti giocato principalmente da ebrei, e tali erano anche tutti i fondatori della NMJL. Pochi anni dopo (nel 1945), con la nascita della Repubblica Popolare Cinese, il gioco veniva bandito dal nuovo governo comunista del paese, in quanto il gioco d'azzardo (tale era il Mahjong in Cina) veniva visto come uno dei simboli della corruzione capitalista. La Rivoluzione Culturale riabilitò il gioco, che tornò a diventare uno dei passatempi preferiti della gente cinese.
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